L’ictus e l’importanza della velocità d’intervento. Fast, Seconda parte.

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Incidenza

L’ictus rappresenta una delle cause più comuni di morte ed è inoltre una delle cause più comuni di disabilità.
Colpisce in Italia ogni anno circa 200.000 persone: la maggior parte dei soggetti colpiti hanno un’età superiore ai 65-70 anni, ma non esclude, seppur in percentuale minore, soggetti più giovani.

Rapido, un acronimo Italiano per l’ictus

L’acronimo Rapido ha la stessa finalità dell’acronimo Fast, (del quale abbiamo parlato nel precedente articolo), e serve a ricordare con facilità i sintomi tipici dell’attacco ischemico.

Cos’è RAPIDO?

-R come ridi, chiedere al soggetto interessato di sorridere, controllando se è simmetrico il sorriso, nel caso in cui risultasse asimmetrico il sorriso, primo campanello di allarme.
-A come alzare, chiedere al soggetto alzare le braccia, controllare se sono simmetriche, nel caso in cui non lo fossero, secondo campanello di allarme.
-P come parlare, parlare con il soggetto interessato e valutare se manifesta difficoltà, se si esprime in modo confuso, nel caso affermativo, terzo campanello di allarme.
-I come Ictus, la sindrome in questione.
-D come domandare aiuto, essenziale, nel caso di un attacco ischemico.
-O come orario, prendere nota dell’orario di inizio del manifestarsi dei sintomi e comunicarlo agli operatori sanitari.

La domanda più importante: “Come recuperare?”

E’ importante affidarsi ad un professionista specializzato.
Noi consigliamo la riabilitazione Neuro cognitiva.
E’ un metodo nel quale noi crediamo veramente.
Non è un metodo facile e veloce ma, per esperienza, possiamo dirvi che con la collaborazione del paziente, con il tempo giusto e con la giusta determinazione, garantisce dei risultati: un miglioramento consistente, un ritorno reale verso l’autonomia del soggetto.
E’ importante programmare il recupero nel breve, con piccoli obiettivi quotidiani, e nel lungo periodo.
Gli obiettivi quotidiani sono utili, oltre all’inserimento in un progetto più ampio, per permettere al paziente di notare i piccoli miglioramenti, a motivarlo, a mostrargli che la situazione può cambiare.
E’ importante, inoltre, la collaborazione di chi è più vicino al paziente, bisogna supportarlo, incoraggiarlo e non perdere la speranza.
Vi consigliamo la lettura di un articolo, molto illuminante, scritto da una nostra fisioterapista specializzata nella Neuro cognitiva.
Riabilitazione Post ictus
Vi consigliamo la lettura della prima parte dell’articolo.
L’ictus e l’importanza della velocità d’intervento. Fast, Seconda parte.

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